2 settembre 2017

Storia

La parrocchia San Domenico Savio è stata eretta canonicamente, con decreto del Vescovo di Caltagirone Mons. Carmelo Canzonieri, il 21 dicembre 1967, ed è la più giovane del comune di Scordia. Con i suoi circa 6500 abitanti è tra le più grandi di Scordia e della diocesi di Caltagirone. Essa, infatti, fu creata per far fronte alla continua e rapida urbanizzazione della periferia occidentale scordiense. Per questa ragione, il territorio abbracciato dalla parrocchia è molto vasto, e si estende dal quartiere “Guccione”, in pieno centro urbano, fino alla contrada “Montagna”, fuori città, dove la parrocchia si rende presente attraverso la chiesa rettoriale della Madonna della Stella, che rappresenta un importante e finora l’unico luogo di aggregazione per le numerose famiglie lì residenti.

La parrocchia San Domenico Savio è attiva in un quartiere marginale rispetto al paese, e presenta dunque tutti i contrasti e le problematiche delle periferie, in cui la comunità è chiamata a portare la gioia e la speranza del Vangelo. Tuttavia, nel territorio, insieme a sacche di emarginazione e di degrado sociale, emergono anche numerosi punti di forza: imprese artigiane, agenzie educative, associazioni di volontariato, associazioni culturali e sportive, aree di interesse archeologico e naturalistico; tutte realtà che, insieme, costituiscono per la comunità uno straordinario potenziale di promozione umana e di sviluppo sociale.

La parrocchia, ospitata per circa vent’anni in un’autorimessa, ha da subito dimostrato grande vitalità pastorale. Nonostante la penuria di spazi e di strutture, con l’entusiasmo proprio degli anni del dopo-Concilio, i parroci sono riusciti a far crescere un’autentica comunità cristiana, fatta di persone prima che di pietre. Occorre ricordare, infatti, le figure di don Michele Rizzo (primo parroco, in servizio dal 1967 al 1977), don Gaetano Pennisi (parroco dal 1977 al 1987), don Vito Valenti (dal 1987 al 1992), don Placido Meli (dal 1992 al 2011) e don Matteo Malgioglio (dal 2013), che si sono avvicendati in tutti questi anni nel servizio pastorale. Oltre al lavoro dei parroci, va menzionato l’impegno profuso da don Salvatore Corbino, vicario parrocchiale dal 1987 al 1992, e da don Jurandir Jesus Da Silva, amministratore parrocchiale dal 2011 al 2012, e da tutti gli altri sacerdoti, in alcuni casi provenienti da paesi di missione, che in diversi modi e tempi hanno servito la comunità. Nel corso della sua breve storia, inoltre, questa parrocchia non ha mancato di donare vocazioni sacerdotali alla Chiesa diocesana. Infatti, fra i presbiteri qui cresciuti annoveriamo don Sebastiano Caniglia e don Anonino Maugeri.

Il 23 settembre 1995 è stata consacrata la nuova chiesa parrocchiale di S. Domenico Savio, nel sito che precedentemente ospitava il vecchio cimitero comunale. Ma il lungo iter per l’acquisizione dell’edificio, non ancora concluso, e le difficoltà per il completamento del tetto, ricordano continuamente che essere Chiesa è un fatto spirituale prima che architettonico, e che la comunità si costruisce principalmente sull’ascolto della Parola, la liturgia e la testimonianza della carità. Queste tre dimensioni principali della vita ecclesiale trovano il loro spazio nel ricco quadro delle attività della parrocchia. Dal 2012 la parrocchia ha risvegliato la tradizione, da qualche tempo abbandonata, della celebrazione della festa patronale di San Domenico Savio, che con cadenza annuale anima l’estate scordiense. La festa, inoltre, ha accresciuto la devozione al santo adolescente, patrono della gioventù cattolica e delle mamme in attesa, la cui statua, opera lignea di Luigi Santilaffer da Ortisei, troneggia in chiesa sin dal 1968.

L’8 novembre 2014, vigilia della festa della dedicazione della Basilica Lateranense, è stato inaugurato il nuovo apparato decorativo dell’altare maggiore, una lastra in pietra di Comiso con l’incisione del chrismon, che ha conferito allo stesso l’aspetto di corpo unico suggerito dalle rubriche. In quell’occasione, il prof. don Giuseppe Federico ha tenuto una catechesi sul significato teologico dell’altare. Nel maggio 2015, è stata completata l’installazione del fregio pittorico dell’abside, ideato dal parroco don Matteo Malgioglio, esperto in storia dell’arte, e realizzato a Londra dal pittore siciliano Daniele Iozzia. L’opera è stata inaugurata il 23 settembre 2015, in occasione del 20° anniversario di dedicazione della chiesa, dal Vescovo di Caltagirone, Mons. Calogero Peri. Nel contesto del rinnovamento dell’apparato artistico e decorativo della chiesa, sul fregio absidale è stato posto un crocifisso pensile già nel patrimonio della parrocchia, opera lignea di Luigi Santilaffer da Ortisei del 1968; e il Crocifisso precedentemente esposto, copia in cartone stampato del duecentesco Crocifisso del Maestro dei “Crocifissi blu” oggi nel Museo del Tesoro di Assisi, ha trovato invece posto nella cappella del SS. Sacramento. Il 20 novembre 2016, solennità di Cristo Re, è stata collocata e benedetta la Via Crucis artistica di cui la chiesa parrocchiale era ancora priva. Le stazioni in terracotta acroma sono opera del laboratorio di arte sacra “Raffaele Russo” di Napoli. Il 18 aprile 2017, nella celebrazione presieduta dal Vescovo Mons. Calogero Peri, sono stati benedetti i nuovi arredi liturgici lignei della cappella eucaristica, realizzati dagli artigiani scordiensi Cristofaro su progetto del parroco don Matteo Malgioglio. Al nuovo ambone della cappella eucaristica, inoltre, è stata applicata una scultura in ceramica a tutto tondo, raffigurante l’aquila giovannea, opera del ceramista Franco Navanzino di Caltagirone.